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Contattori
495 prodotti
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Contattore: Guida alla scelta e vendita online per l'industria
Benvenuto nella sezione dedicata ai contattori di Elexonik. Che tu sia un tecnico manutentore, un progettista di quadri elettrici o un responsabile acquisti, qui troverai una vasta selezione di contattori per l'automazione industriale e una guida completa per aiutarti a scegliere il componente corretto per ogni applicazione.

Che cos'è un contattore e a cosa serve
Un contattore è un dispositivo elettromeccanico di manovra, simile a un relè di potenza, progettato specificamente per stabilire e interrompere correnti elevate in circuiti di potenza. La sua funzione principale è comandare a distanza, tramite un segnale a bassa energia proveniente ad esempio da un PLC o da un pulsante, l'attivazione e la disattivazione di carichi come un motore elettrico, sistemi di riscaldamento o banchi di condensatori.
Per sua natura, il contattore è un componente monostabile, ovvero possiede una sola posizione di riposo (generalmente con i contatti di potenza aperti) e rimane nello stato attivo solo finché il suo circuito di comando è alimentato. È costruito per sopportare un numero molto elevato di cicli di manovra, garantendo affidabilità e durata nelle applicazioni industriali più esigenti, in accordo con le normative di riferimento.
Come funziona un contattore
Il principio di funzionamento di un contattore elettrico si basa sull'azione di un elettromagnete che aziona meccanicamente un gruppo di contatti. Il processo può essere suddiviso in tre fasi principali.
La bobina (o elettromagnete)
Il cuore del contattore è la bobina, un avvolgimento di filo conduttore che, una volta alimentato alla corretta tensione (in corrente alternata AC o continua DC), genera un campo magnetico. I terminali per il collegamento di questa bobina sono universalmente identificati con le sigle A1 e A2.
I contatti di potenza e ausiliari
Il campo magnetico prodotto dalla bobina eccitata attira un'ancora mobile, la quale è collegata meccanicamente ai contatti. Questo movimento provoca la commutazione dei contatti: i contatti Normalmente Aperti (NO o NA) si chiudono, permettendo il passaggio della corrente nel circuito di potenza, mentre i contatti Normalmente Chiusi (NC), se presenti, si aprono. Oltre ai contatti di potenza, molti contattori dispongono di contatti ausiliari, utilizzati nei circuiti di comando per funzioni di autoritenuta, segnalazione di stato o interblocco di sicurezza. Un tipico contatto ausiliario NO, ad esempio, è identificato dai terminali 13 e 14.
Il corpo e le protezioni
Tutti i componenti interni sono alloggiati all'interno di un corpo isolante in materiale plastico robusto. Questa struttura non solo protegge le parti mobili dalla polvere e da contatti accidentali, ma spesso integra anche camere di estinzione d'arco, essenziali per dissipare in sicurezza l'energia che si genera all'apertura dei contatti sotto carico, preservandone l'integrità nel tempo.
Differenza tra contattore e relè
Sebbene il principio di funzionamento sia simile, contattori e relè sono progettati per scopi molto diversi. Comprendere le differenze è fondamentale per la corretta progettazione di un circuito di controllo motori o di automazione.
- Capacità di carico: I contattori sono costruiti per gestire correnti elevate, tipicamente superiori a 10A, e sono ideali per il comando diretto di carichi di potenza. I relè, invece, sono usati per correnti basse, solitamente in circuiti di comando, logica e segnalazione.
- Caratteristiche di sicurezza: Data l'alta potenza in gioco, i contattori sono dotati di sistemi di protezione contro gli archi elettrici (camere di estinzione) per garantire una commutazione sicura. I relè di controllo standard non integrano queste protezioni.
- Configurazione dei contatti: I contatti principali di un contattore sono quasi sempre di tipo Normalmente Aperto (NO), poiché la loro funzione è quella di avviare un carico. Un relè offre invece una maggiore varietà di configurazioni, con più contatti NO e NC disponibili per logiche di controllo complesse.
Come scegliere il contattore giusto per la tua applicazione
La scelta del contattore corretto è un passo cruciale per garantire l'efficienza e la sicurezza di un impianto. Ecco i criteri tecnici da valutare attentamente prima dell'acquisto dal nostro catalogo.
Tensione e corrente del carico
I valori nominali di tensione (V) e corrente (A) del contattore devono essere adeguati, e preferibilmente superiori, a quelli del carico da comandare. Una scelta errata può portare a surriscaldamenti o alla saldatura dei contatti. Questo parametro è strettamente legato ai dispositivi di protezione motori, come interruttori magnetotermici (MCB o MCCB).
Tensione di alimentazione della bobina
La tensione che alimenta la bobina (circuito di comando) è indipendente da quella del circuito di potenza. È fondamentale scegliere un contattore con una tensione di bobina compatibile con il segnale di comando disponibile (es. 24V DC da un PLC, 230V AC da un selettore). Su Elexonik trovi le tensioni di bobina più comuni per l'industria.
Numero e tipo di contatti
Valuta di quanti contatti di potenza hai bisogno (es. tripolari per motori trifase, tetrapolari per linee con neutro) e se necessiti di contatti ausiliari integrati (es. 1NA, 1NC) per le logiche di comando. Molti modelli permettono di aggiungere blocchi di contatti ausiliari in un secondo momento.
Categoria di utilizzo (AC-1, AC-3, AC-4)
Questo codice definisce il tipo di carico per cui il contattore è ottimizzato, un fattore chiave per la sua durata. Le categorie più comuni sono:
AC-1: Per carichi non induttivi o debolmente induttivi, come riscaldatori a resistenza.
AC-3: Per l'avviamento di motori asincroni a gabbia di scoiattolo con spegnimento a motore lanciato. È la categoria più comune per il controllo motori.
AC-4: Per applicazioni gravose con motori a gabbia, che includono avviamenti frequenti, inversione di marcia e frenatura in controcorrente.
Hai individuato il modello corretto per la tua applicazione? Esplora il nostro catalogo completo di contattori e utilizza i filtri per selezionare rapidamente il prodotto per marca, corrente nominale, tensione della bobina e altre specifiche tecniche.
Se hai dubbi sulla scelta o necessiti di una consulenza per un'applicazione complessa, contatta il nostro team di esperti. Su Elexonik trovi non solo i migliori componenti per l'automazione, ma anche la competenza tecnica per supportare il tuo lavoro.
FAQ
Cosa significano le sigle A1 e A2 su un contattore?
Sono i terminali di collegamento della bobina del contattore, applicando la tensione corretta tra A1 e A2, il dispositivo si eccita e commuta i contatti.
Cosa indicano i numeri 13 e 14?
Identificano i terminali di un contatto ausiliario NO ossia Normalmente Aperto, a bobina disalimentata il contatto è aperto mentre quando la bobina è eccitata, si chiude.
Qual è la causa più comune di guasto di un contattore?
Tipicamente è l’incollaggio o saldatura dei contatti per usura o picchi di corrente, oppure il danneggiamento della bobina per tensione di comando che non è conforme alle specifiche.
A cosa serve un contatto ausiliario?
A realizzare funzioni di autoritenuta, segnalazione di stato o interblocco con altri dispositivi all’interno del circuito di comando.



























