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Interruttori magnetotermici
1773 prodotti
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Gli interruttori magnetotermici sono dispositivi di protezione essenziali per garantire la sicurezza e l'affidabilità dei circuiti e dei macchinari nell'automazione industriale. La loro funzione è cruciale per prevenire danni causati da sovraccarichi e cortocircuiti. La selezione di Elexonik comprende soluzioni professionali dei migliori marchi, pensate per rispondere alle esigenze specifiche di tecnici e manutentori del settore.
Cosa sono gli interruttori magnetotermici e come funzionano
Un interruttore automatico magnetotermico è un dispositivo che combina due meccanismi di protezione distinti ma complementari all'interno di un unico componente. Questa duplice funzione permette di salvaguardare le linee elettriche, i carichi e gli operatori da due delle più comuni e pericolose anomalie elettriche: il sovraccarico e il cortocircuito.
Protezione Termica contro i Sovraccarichi
La protezione termica interviene in caso di sovraccarico, ovvero quando la corrente che attraversa il circuito supera il valore nominale per un periodo di tempo prolungato. Questo fenomeno, se non interrotto, può causare il surriscaldamento dei cavi con conseguente rischio di incendio. All'interno dell'interruttore, una lamina bimetallica si deforma a causa del calore generato dalla sovracorrente. Quando la deformazione raggiunge un punto critico, aziona il meccanismo di sgancio che apre il circuito. L'intervento è a tempo inverso: più elevata è la sovracorrente, più rapido sarà lo scatto.
Protezione Magnetica contro i Cortocircuiti
La protezione magnetica, o sganciatore elettromagnetico, è progettata per intervenire istantaneamente in presenza di un cortocircuito, cioè un aumento improvviso e molto elevato della corrente. In questa condizione, un solenoide (o bobina) all'interno dell'interruttore magnetico genera un campo magnetico sufficientemente intenso da attrarre un nucleo mobile, che a sua volta provoca lo sgancio immediato del meccanismo di apertura. Questa rapidità è fondamentale per limitare i danni catastrofici che un cortocircuito può arrecare all'impianto e ai macchinari collegati.
Come scegliere l'interruttore magnetotermico per applicazioni industriali
La scelta del corretto magnetotermico interruttore è un'operazione tecnica che richiede la valutazione di diversi parametri fondamentali per assicurare una protezione efficace e affidabile. Ecco i fattori chiave da considerare:
- Curva di intervento: Definisce la soglia di intervento della protezione magnetica. Le curve più comuni in ambito industriale sono:
Curva B: Per circuiti resistivi o con basse correnti di spunto (es. circuiti di illuminazione).
Curva C: È la più versatile e utilizzata per carichi generici, come circuiti di comando, prese e motori con spunti moderati.
Curva D: Specifica per carichi con elevate correnti di spunto all'avvio, come trasformatori, motori in applicazioni gravose e condensatori.
Altre curve (K, Z, AM): Utilizzate per applicazioni specifiche, come la protezione di circuiti elettronici sensibili (Z) o la protezione esclusiva contro i cortocircuiti nei circuiti motore (AM).
- Corrente nominale (In): Rappresenta la corrente massima che l'interruttore può sopportare in modo continuativo senza intervenire. Deve essere scelta in base all'assorbimento del carico da proteggere e alla sezione dei cavi della linea.
- Potere di interruzione (kA): Indica la massima corrente di cortocircuito che l'interruttore è in grado di interrompere in condizioni di sicurezza. Questo valore, espresso in chiloampere (kA), è cruciale per la sicurezza dell'impianto e deve essere superiore alla corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione.
- Numero di poli: Gli interruttori automatici magnetotermici sono disponibili in diverse configurazioni per adattarsi al tipo di linea da proteggere:
1P (unipolare): Protezione della singola fase.
1P+N (unipolare + neutro): Protezione della fase e sezionamento del neutro.
2P (bipolare): Protezione di fase e neutro in sistemi monofase.
3P (tripolare): Protezione delle tre fasi nei sistemi trifase senza neutro.
4P (tetrapolare): Protezione delle tre fasi e del neutro nei sistemi trifase con neutro.
Applicazioni tipiche nell'automazione industriale
I magnetotermici sono componenti onnipresenti nei quadri elettrici industriali, dove svolgono funzioni di protezione critiche per garantire l'operatività e la sicurezza. Tra le applicazioni più comuni troviamo:
- Protezione delle linee di alimentazione principali e secondarie all'interno dei quadri di distribuzione elettrica.
- Protezione a monte di dispositivi sensibili come PLC, HMI, alimentatori switching e inverter, per salvaguardarli da guasti sulla linea.
- Sezionamento e protezione di circuiti per motori elettrici, spesso in abbinamento a un contattore e un relè termico (o un salvamotore) per una protezione completa.
- Protezione di circuiti ausiliari a bassa tensione, come quelli per la segnaletica, l'illuminazione del quadro o i circuiti di comando.
Selettività degli interruttori: garantire la continuità di servizio
In un impianto industriale complesso, la continuità di servizio è un fattore prioritario. Il concetto di selettività (o discriminazione) tra interruttori è fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Una corretta selettività si ottiene dimensionando gli interruttori a monte e a valle in modo che, in caso di guasto, intervenga solo l'interruttore più vicino al problema. Questo approccio evita disservizi su intere aree dell'impianto, isolando il guasto e permettendo al resto del sistema di continuare a funzionare, minimizzando così i fermi macchina e le perdite di produzione.
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FAQ su Interruttori Magnetotermici per Automazione Industriale | Elexonik
A cosa serve un interruttore magnetotermico?
L'interruttore magnetotermico è un dispositivo di sicurezza fondamentale che protegge i circuiti e i macchinari industriali dalle sovracorrenti. La sua funzione è duplice: la protezione termica interviene in caso di sovraccarichi prolungati, mentre la protezione magnetica scatta istantaneamente in presenza di un cortocircuito, garantendo così l'integrità e la continuità operativa dell'impianto di automazione.
Che magnetotermico usare per 3 kW?
Per un carico industriale da 3 kW, la scelta del magnetotermico dipende dalla tensione di alimentazione e dalla natura del carico. Per un'utenza monofase a 230V (circa 13A), si utilizza tipicamente un interruttore da 16A. Per un motore trifase a 400V (circa 4.3A), si opta per un interruttore da 6A o 10A con curva D, adatta a spunti elevati. La scelta deve sempre essere correttamente dimensionata in base alla sezione dei cavi e al tipo di applicazione specifica.
Che differenza c'è tra un interruttore magnetotermico e un differenziale?
L'interruttore magnetotermico protegge l'impianto da sovraccarichi e cortocircuiti (guasti interni al circuito). L'interruttore differenziale, invece, protegge le persone dai contatti diretti e indiretti e previene il rischio di incendi, rilevando le correnti di dispersione verso terra. Le due funzioni sono spesso integrate in un unico dispositivo, noto come interruttore magnetotermico differenziale.
Quali sono i tipi di interruttori magnetotermici?
Gli interruttori magnetotermici si classificano principalmente in base alla loro curva di intervento, che definisce la soglia di scatto della protezione magnetica in caso di cortocircuito. Le più comuni in ambito industriale sono:
• Curva B: per circuiti resistivi con basse correnti di spunto (es. riscaldatori).
• Curva C: la più utilizzata, adatta a carichi generici e motori con spunti moderati.
• Curva D: per carichi con elevate correnti di spunto, come trasformatori e motori in applicazioni gravose.


























