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Termoregolatori PID
7 prodotti
Visualizzi 1 - 7 di 7 prodotti
Nei processi industriali in cui la temperatura è la variabile critica - forni, estrusori, presse a iniezione, autoclavi, sistemi di trattamento superficiale - la scelta di un termoregolatore PID sbagliato si traduce direttamente in scarti di produzione, fermi macchina e non conformità ai disciplinari di qualità. Elexonik mette a disposizione di installatori, manutentori e responsabili acquisti un catalogo strutturato di termoregolatori PID selezionati tra i principali brand del settore, ordinabili con spedizione tramite corriere espresso in 3, 5 o 7 giorni lavorativi. Il team tecnico supporta i clienti nella verifica della compatibilità tra strumento e impianto esistente, nella lettura delle sigle prodotto e nella selezione della variante corretta prima di confermare l'ordine: un servizio di consulenza pre-vendita pensato per chi non può permettersi di ricevere un componente sbagliato.
I termoregolatori PID fanno parte del catalogo controllo processi di Elexonik, a sua volta inserito nella struttura più ampia di Controllo e Automazione. La categoria copre strumenti con ingressi per termocoppie e sonde RTD, uscite a relè, SSR e analogiche, formati da pannello normalizzati e opzioni di comunicazione seriale, per rispondere alle esigenze di chi deve controllare una singola zona termica o gestire impianti multi-zona con requisiti di precisione elevati.
Come funziona un termoregolatore PID e quando è la scelta giusta
Un termoregolatore PID opera in anello chiuso: legge continuamente il segnale proveniente dalla sonda di temperatura installata sull'impianto, lo confronta con il valore di riferimento impostato (set point) e calcola la correzione da applicare all'uscita per ridurre lo scostamento. L'algoritmo PID combina tre contributi distinti, ciascuno con una funzione specifica nella risposta del sistema.
Le tre componenti dell'algoritmo di controllo
La componente proporzionale genera una correzione direttamente proporzionale all'errore istantaneo tra valore misurato e set point: quanto più la temperatura si discosta dal riferimento, tanto più intensa è la risposta dell'uscita. Da sola, però, lascia un errore residuo permanente che non riesce a eliminare completamente. La componente integrale accumula nel tempo gli errori passati e li integra nella correzione: è il meccanismo che annulla l'errore a regime e porta la temperatura esattamente al set point. La componente derivativa anticipa le variazioni future basandosi sulla velocità di cambiamento della temperatura rilevata: interviene prima che l'errore si amplifichi, smorzando le oscillazioni e stabilizzando il sistema dopo una perturbazione. L'equilibrio tra queste tre componenti - il cosiddetto "tuning" del PID - è ciò che determina la qualità del controllo: velocità di risposta, assenza di oscillazioni, precisione a regime.
Rispetto a un semplice regolatore on/off, il termoregolatore PID riduce drasticamente l'escursione termica attorno al set point e allunga la vita degli elementi riscaldanti, evitando i cicli di inserzione e disinserzione rapidi tipici del controllo biposizionale. Per processi in cui la tolleranza termica è ristretta - trattamenti farmaceutici, sterilizzazione, estrusione di materie plastiche - il controllo PID non è un'opzione ma un requisito.
Criteri di selezione del termoregolatore PID corretto: guida operativa
La selezione di un termoregolatore PID non si riduce a scegliere il modello disponibile più economico. Chi ha già fatto questa verifica molte volte sa che saltare anche un solo parametro di controllo è la causa più frequente di resi, incompatibilità e ritardi in fase di messa in servizio. Prima di confermare l'ordine, è necessario verificare in sequenza questi elementi.
Tipo di sensore e compatibilità dell'ingresso
Il primo parametro da controllare è la compatibilità tra il tipo di ingresso del termoregolatore e la sonda già installata sull'impianto. Le termocoppie più diffuse in ambito industriale sono il tipo K (cromele-allumele, -200 °C a +1370 °C) e il tipo J (ferro-costantana, -210 °C a +1200 °C), ma esistono anche i tipi T, S, R e B per applicazioni specifiche. Le sonde RTD - le più comuni sono PT100 e PT1000 - offrono maggiore stabilità e precisione a lungo termine, ma richiedono un ingresso dedicato e un cablaggio a 2, 3 o 4 fili. Un termoregolatore con ingresso configurato per termocoppia tipo K non è compatibile con una sonda PT100: questo errore, apparentemente banale, è tra i più frequenti nelle sostituzioni su impianti esistenti.
Range di temperatura e risoluzione
Verifica che il range di ingresso del termoregolatore copra le temperature effettive del processo con un margine adeguato sopra e sotto il set point di lavoro. Un termoregolatore tarato per un range di 0-400 °C utilizzato su un processo che raggiunge i 350 °C lavora vicino al limite superiore, riducendo la risoluzione della misura e potenzialmente degradando la precisione del controllo.
Tipo di uscita richiesta dall'attuatore finale
Il tipo di uscita del termoregolatore deve corrispondere a quanto già cablato nel quadro. Un'uscita a relè è adatta per carichi resistivi di potenza medio-bassa con cicli di manovra non troppo elevati. Un'uscita SSR - tipicamente una tensione logica 12V DC che pilota un solid state relay esterno - è preferibile per cicli di commutazione rapidi e per prolungare la vita del componente di potenza. Un'uscita analogica 4-20 mA o 0-10 V è necessaria quando il termoregolatore deve pilotare valvole di controllo proporzionali o integrarsi in un sistema di controllo distribuito. Molti modelli offrono combinazioni di uscite: una principale per il controllo e una secondaria per allarme o per gestire una seconda zona.
Formato e dimensioni di pannello
I termoregolatori da pannello esistono in formati standard: 48x48, 72x72, 96x96 e 144x144 mm. Prima di ordinare, verifica la dimensione dell'asola di foro già presente nel quadro e la profondità disponibile dietro il pannello. In caso di sostituzione su quadro esistente, la profondità del nuovo strumento è spesso il vincolo critico, specialmente su quadri compatti o su celle già affollate di componenti.
Tensione di alimentazione e opzioni di comunicazione
Controlla la tensione di alimentazione disponibile nel quadro: la maggior parte dei modelli accetta sia 100-240 V AC sia 24 V DC, ma non tutti. Se il termoregolatore deve essere integrato in un sistema di supervisione o in una rete di campo, verifica se il modello selezionato supporta Modbus RTU o altri protocolli richiesti dall'impianto: in molti casi la porta di comunicazione seriale è un'opzione da specificare al momento dell'ordine tramite codice esteso, non inclusa di serie in tutti i modelli base.
Errori ricorrenti nella selezione e nella sostituzione di termoregolatori PID
Chi lavora quotidianamente su quadri di automazione sa che la maggior parte degli errori non deriva da scarsa competenza tecnica, ma da informazioni incomplete al momento dell'ordine. I casi che si presentano più spesso riguardano tre situazioni distinte.
La sostituzione con il modello "equivalente"
L'errore più ricorrente riguarda la sostituzione di termoregolatori su impianti esistenti. Il buyer ordina il modello che visivamente sembra identico al guasto - stesse dimensioni, stesso costruttore - ma con una versione o una configurazione di ingressi/uscite diversa. Il risultato è che lo strumento arriva, si installa, ma non si comporta come atteso: il tipo di ingresso sonda è diverso (per esempio K invece di J), oppure manca l'opzione di comunicazione seriale che la versione precedente aveva, oppure il range di temperatura non copre il processo reale. Quando un cliente ci contatta per sostituire un termoregolatore PID, la prima cosa che il team Elexonik verifica è la sigla completa del modello esistente, non solo il nome commerciale: spesso la sigla contiene codici aggiuntivi che identificano il tipo di ingresso, il tipo di uscita, la tensione di alimentazione e le opzioni installate. Chiedici la sigla completa prima di procedere all'ordine.
Il tuning non adatto al processo
Un secondo caso frequente riguarda il tuning del regolatore. Molti tecnici applicano i parametri P, I e D del vecchio strumento al nuovo senza considerare che modelli diversi - anche dello stesso costruttore - possono avere scale di parametrizzazione diverse o algoritmi leggermente differenti. Il risultato è un controllo instabile, con oscillazioni attorno al set point o tempi di assestamento eccessivi. Prima di trasferire i parametri da un modello all'altro, è necessario verificare che le convenzioni di taratura coincidano; in caso contrario, occorre eseguire un nuovo ciclo di autotuning.
Abbinamento errato con l'elemento riscaldante
Un terzo scenario riguarda l'abbinamento tra tipo di uscita del termoregolatore e tipo di elemento riscaldante. Un'uscita a relè su un ciclo di controllo rapido - per esempio 1 secondo di periodo - usura meccanicamente il relè in tempi brevi. Su elementi riscaldanti a fascia o a cartuccia che richiedono cicli di commutazione veloci per un controllo preciso, l'uscita SSR con solid state relay esterno è la scelta corretta. Gli elementi riscaldanti e i accessori controllo temperatura disponibili a catalogo coprono le configurazioni più diffuse in ambito industriale.
Applicazioni reali: dove vengono impiegati i termoregolatori PID
Industria della plastica: estrusori e presse a iniezione
Nelle linee di estrusione e nelle presse a iniezione, i termoregolatori PID controllano le zone di plastificazione della vite - tipicamente da 4 a 16 zone indipendenti su una singola macchina - con ingressi per termocoppie tipo J o K e uscite SSR per il pilotaggio degli elementi riscaldanti a fascia. La precisione del controllo termico su questi impianti incide direttamente sulla qualità del prodotto finito: variazioni di temperatura non controllate nel cilindro di plastificazione si traducono in difetti dimensionali, bolle o degrado del materiale. Omron copre questo segmento con gamme specificamente diffuse nell'industria della trasformazione delle materie plastiche, ordinabili con supporto tecnico pre-vendita per la verifica della compatibilità con l'impianto esistente.
Industria alimentare e farmaceutica: processi termici normativamente vincolati
Nei forni di cottura, nelle autoclavi per sterilizzazione, negli impianti pastorizzatori e nelle camere di fermentazione, i termoregolatori PID con ingressi per termocoppie o RTD e uscite configurabili sono la soluzione standard per il controllo delle temperature di processo. In questi settori, la normativa impone la tracciabilità dei parametri termici e la documentazione delle deviazioni dal set point: il termoregolatore deve essere integrabile con sistemi di acquisizione dati o con stampanti da pannello per la registrazione continua. I trasmettitori di temperatura con uscita 4-20 mA completano il sistema convertendo il segnale sonda in un formato compatibile con i sistemi SCADA.
Impianti di trattamento superficiale e verniciatura
Nei forni di polimerizzazione per verniciatura a polvere, nei tunnel di essiccazione e negli impianti di trattamento galvanico, i termoregolatori PID gestiscono profili di temperatura programmati con rampe di salita e discesa controllate. In queste applicazioni, la capacità di impostare profili multi-step è spesso un requisito, così come la presenza di un'uscita di allarme configurabile per segnalare deviazioni fuori dai limiti ammessi. Jumo dispone di gamme dedicate al controllo termico di processo con certificazioni specifiche per applicazioni che richiedono documentazione tecnica completa.
Quadri di controllo per impianti di processo
In applicazioni di processo chimico, farmaceutico e oil & gas, i termoregolatori PID con uscita analogica 4-20 mA vengono integrati in sistemi di controllo distribuito (DCS) o in architetture con PLC centralizzato. In questi contesti, la disponibilità di comunicazione Modbus RTU è spesso un requisito di specifica, così come la certificazione secondo standard IEC pertinenti. Per le applicazioni che richiedono integrazione con logica programmabile, la categoria PLC, HMI e analisi dati completa l'ecosistema di controllo.
Compatibilità, accessori e normative applicabili
Componenti correlati e accessori necessari
Un termoregolatore PID non opera come componente isolato: è il nodo di controllo di un anello che include la sonda di misura, il componente di potenza (relè, SSR o valvola proporzionale) e l'elemento attuatore finale. Prima di completare la specifica, è necessario verificare la coerenza dell'intero anello. Le sonde compatibili per tipo (termocoppia o RTD), i connettori per termocoppia e le prolunghe compensate sono disponibili nella sezione accessori controllo temperatura. Per le applicazioni che richiedono la misura della temperatura su impianti con segnale normalizzato, i trasmettitori di temperatura coprono la conversione del segnale sonda in 4-20 mA o 0-10 V compatibile con i sistemi a valle. Per la supervisione complessiva dell'impianto, i sensori di temperatura industriali del catalogo Elexonik coprono le principali variabili fisiche misurabili in ambito di processo.
Standard normativi di riferimento
I termoregolatori PID installati in quadri elettrici industriali devono rispettare i requisiti di sicurezza definiti dalla norma IEC 61010-1, che stabilisce le condizioni di isolamento, i livelli di tensione di prova e le categorie di sovratensione applicabili agli strumenti di misura e controllo. Il rispetto di questo standard è prerequisito per la marcatura CE e per la conformità alla Direttiva Macchine nei sistemi in cui il termoregolatore fa parte della catena di controllo della macchina. Per le applicazioni in settori con requisiti di functional safety, il team Elexonik supporta i clienti nella verifica della conformità normativa degli strumenti selezionati rispetto ai requisiti dell'applicazione specifica. In ambito farmaceutico e alimentare, dove i processi termici sono vincolati da normative GMP o HACCP, la documentazione di calibrazione e la tracciabilità metrologica dello strumento possono essere requisiti aggiuntivi da verificare prima dell'ordine.
I brand disponibili per i termoregolatori PID
- Siemens - Termoregolatori PID con integrazione nativa nei sistemi di automazione Simatic e supporto Modbus RTU. Indicati per impianti con infrastruttura di supervisione già presente, con supporto tecnico pre-vendita per la verifica della compatibilità con la configurazione di rete esistente.
- Omron - Gamma di termoregolatori PID con elevata precisione e velocità di risposta, ampiamente diffusi nell'industria della plastica e farmaceutica. I modelli a più zone sono tra i più richiesti per applicazioni di controllo temperatura su macchine a iniezione e presse, ordinabili con supporto tecnico specializzato.
- Jumo - Soluzioni specifiche per il controllo termico di processo con certificazioni per settori alimentare, farmaceutico e chimico. Gamme con documentazione tecnica completa e opzioni di comunicazione seriale, disponibili a catalogo con tempi di consegna definiti.
- Carlo Gavazzi - Termoregolatori PID per applicazioni industriali generali, con gamme che coprono i principali tipi di ingresso (termocoppia e RTD) e uscite configurabili. Indicati per installatori e OEM che cercano soluzioni versatili con rapporto qualità/prezzo competitivo.
- Schneider Electric - Termoregolatori e strumenti di controllo termico della gamma Zelio, integrabile con la piattaforma EcoStruxure per il monitoraggio remoto. Soluzioni ordinate frequentemente da system integrator per quadri di distribuzione industriale e terziario con requisiti di supervisione centralizzata.
Domande frequenti sulla selezione dei termoregolatori PID
Come si verifica la compatibilità tra un termoregolatore PID e la sonda già installata sull'impianto?
Il primo parametro da verificare è il tipo di ingresso del termoregolatore: i modelli più diffusi supportano ingressi per termocoppie (tipo J, K, T, S, R, B) e per sonde RTD (PT100, PT1000 a 2, 3 o 4 fili). Se la sonda esistente è una termocoppia tipo K, il termoregolatore deve avere l'ingresso K selezionabile o configurabile: non tutti i modelli base supportano tutti i tipi di termocoppia. Il secondo parametro è il range di temperatura: verifica che il range dell'ingresso copra le temperature effettive del processo con un margine adeguato. Il terzo elemento è il tipo di uscita richiesta dall'attuatore finale - relè, SSR o analogica - che deve corrispondere a quanto già cablato nel quadro. In caso di dubbio, il team tecnico Elexonik verifica la sigla completa del modello esistente e la configurazione della sonda prima di confermare l'ordine.
Qual è la differenza tra uscita a relè, uscita SSR e uscita analogica in un termoregolatore PID?
L'uscita a relè è un contatto meccanico che apre e chiude il circuito dell'elemento riscaldante: è adatta per carichi resistivi con cicli di manovra non frequenti, tipicamente con periodi di controllo di 20 secondi o più. L'uscita SSR - generalmente una tensione logica 12V DC - pilota un solid state relay esterno senza parti meccaniche in movimento: consente cicli di commutazione molto più rapidi (periodi di 1-2 secondi) senza usura, ed è la scelta corretta per elementi riscaldanti a fascia o a cartuccia che richiedono un controllo preciso. L'uscita analogica 4-20 mA o 0-10 V è necessaria per pilotare valvole proporzionali o per integrare il termoregolatore in un sistema di controllo distribuito o in un PLC che gestisce la regolazione a monte. La scelta dipende dall'attuatore finale e dall'architettura del sistema di controllo.
È possibile trovare su Elexonik un termoregolatore PID equivalente a un modello fuori produzione?
Sì, la gestione di componenti fuori produzione è tra i servizi che il team Elexonik offre concretamente. Quando un cliente ci contatta con la sigla di un termoregolatore non più disponibile, verifichiamo la compatibilità dimensionale (formato di pannello e profondità), la compatibilità degli ingressi e delle uscite e la presenza di funzionalità equivalenti nel catalogo attuale. In molti casi esistono sostituti con lo stesso formato di pannello e le stesse funzioni, ma con sigla diversa: il nostro team identifica la variante corretta e, se necessario, verifica anche la disponibilità della documentazione tecnica aggiornata per la messa in servizio. Contattaci dalla pagina contatti con la sigla completa del modello da sostituire prima di procedere all'ordine.
Come si legge la sigla di un termoregolatore PID per identificare la variante corretta?
La sigla di un termoregolatore PID contiene tipicamente una sequenza di codici che identificano: il formato del corpo (48x48, 72x72, 96x96 mm), il tipo di ingresso (K, J, PT100, universale), il tipo di uscita principale (relè, SSR, analogica), la tensione di alimentazione (100-240 V AC, 24 V DC) e le opzioni aggiuntive (comunicazione seriale, secondo allarme, uscita trasmissione). Ogni costruttore usa una propria logica di codifica, ma in tutti i casi la sigla commerciale abbreviata non è sufficiente per identificare univocamente la configurazione: serve la sigla estesa, che include tutti i codici opzione. Se hai solo il nome commerciale del modello, il team Elexonik può aiutarti a risalire alla sigla completa necessaria per ordinare la variante corretta.
Supporto tecnico e spedizioni per i termoregolatori PID
Elexonik supporta installatori, manutentori e uffici acquisti nella selezione dei termoregolatori PID, con un'assistenza tecnica orientata alla risoluzione concreta del problema: verifica della compatibilità con la sonda installata, identificazione della variante corretta dalla sigla del modello esistente, supporto nella lettura del codice esteso per gli ordini con opzioni specifiche. Per qualsiasi richiesta di questo tipo, puoi contattarci tramite la pagina contatti o scriverci direttamente su WhatsApp per una risposta rapida.
Oltre alla fornitura di strumenti nuovi, offriamo un servizio di riparazione e assistenza tecnica su numerosi componenti industriali, inclusi termoregolatori da pannello: un'opzione concreta quando il fermo macchina non consente di attendere i tempi di un ricambio difficile da reperire. Tutti i dettagli sono nella pagina dedicata a riparazioni e assistenza tecnica.
Le spedizioni vengono gestite in 3, 5 o 7 giorni lavorativi tramite corriere espresso, in base alla disponibilità del prodotto. Gli acquisti sono coperti da garanzia secondo le condizioni di vendita pubblicate sul sito. Per conoscere meglio la nostra realtà e il nostro approccio al settore, puoi visitare la pagina chi siamo.









