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Sensori di prossimità
124 prodotti
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Nei sistemi di automazione industriale, la scelta del sensore di prossimità sbagliato si paga in fase di commissioning: un induttivo montato su una linea con oggetti in materiale non metallico, un capacitivo sottodimensionato su un serbatoio con materiale a bassa costante dielettrica, un fotoelettrico scelto senza considerare le condizioni ambientali di polvere o vapore. Elexonik mette a disposizione di installatori, manutentori e responsabili acquisti un catalogo strutturato di sensori di prossimità industriali - induttivi, capacitivi, fotoelettrici, a ultrasuoni e magnetici - selezionati tra i principali brand del settore e disponibili con spedizione tramite corriere espresso in 3, 5 o 7 giorni lavorativi. Ogni ordine è supportato da un team tecnico che verifica la compatibilità dell'interruttore di prossimità scelto con l'impianto esistente prima di confermare la fornitura.
Questa categoria fa parte della struttura Sensori di Elexonik, a sua volta parte del catalogo Controllo e Automazione. La gamma copre sensori prossimità per le applicazioni più comuni dell'industria manifatturiera - dal rilevamento posizione su cilindri pneumatici al controllo livello in serbatoi, dal conteggio pezzi su nastro al rilevamento di passaggio su barriere perimetrali - con brand e varianti selezionati per affidabilità, disponibilità di documentazione tecnica e conformità alle principali normative di settore.
















Tecnologie a confronto: quali sensori di prossimità sono disponibili e come si differenziano
I sensori di prossimità non costituiscono una famiglia omogenea: si basano su principi fisici diversi e rispondono a esigenze applicative distinte. Prima di selezionare un modello, occorre avere chiaro quale tecnologia è adatta al materiale da rilevare, alla distanza richiesta e alle condizioni ambientali dell'installazione.
Sensori di prossimità induttivi
Gli interruttori di prossimità induttivi operano sulla variazione di un campo elettromagnetico generato da una bobina interna: quando un oggetto metallico entra nel campo, l'assorbimento di energia provoca la commutazione dell'uscita. Sono la tecnologia più diffusa nell'automazione industriale per il rilevamento di metalli ferrosi e non ferrosi, con portate nominali generalmente nell'ordine di pochi millimetri e frequenze di commutazione elevate, adatte a oggetti in rapido movimento. Il conteggio di pezzi metallici su una linea di produzione e il rilevamento della posizione di un componente meccanico su una pressa sono contesti d'uso tipici. Il limite è la specificità al materiale metallico: su oggetti in plastica, legno o liquidi un sensore induttivo non commuta.
Sensori di prossimità capacitivi
I sensori di prossimità capacitivi rilevano la variazione di capacità elettrica generata dall'avvicinamento di qualsiasi materiale con costante dielettrica sufficientemente diversa dall'aria. Questo li rende adatti al rilevamento di oggetti metallici e non metallici, inclusi liquidi, polveri e granulati. Le portate nominali sono generalmente maggiori rispetto agli induttivi. La velocità di commutazione è inferiore, il che li rende meno indicati su linee ad alta cadenza. L'applicazione per eccellenza è il controllo di livello in serbatoi o silos, dove il sensore rileva la presenza del materiale attraverso la parete del contenitore senza contatto diretto.
Sensori fotoelettrici
I sensori fotoelettrici utilizzano un fascio luminoso - spesso infrarosso, per immunità ai disturbi ambientali - per rilevare la presenza o il passaggio di un oggetto. Possono rilevare quasi qualsiasi tipo di materiale, a condizione che l'oggetto interrompa o rifletta il fascio. Le distanze di rilevamento raggiungibili sono significativamente più elevate rispetto agli induttivi e ai capacitivi, specialmente con configurazioni a barriera o con l'uso di catarifrangenti. Applicazioni tipiche: rilevamento di passaggio su nastri trasportatori, controllo di presenza di imballaggi, rilevamento di etichette, gestione di accessi su linee di movimentazione. Le barriere fotoelettriche e le barriere luminose rappresentano l'evoluzione di questo principio per applicazioni di sicurezza perimetrale.
Sensori di prossimità a ultrasuoni
Il principio di funzionamento si avvicina a quello di un sonar: il sensore emette un impulso sonoro ad alta frequenza e misura il tempo di ritorno dell'eco per calcolare la distanza dall'oggetto. Questo approccio consente portate molto elevate, fino a diversi metri, e la capacità di rilevare qualsiasi tipo di materiale indipendentemente dalla superficie o dal colore. Sono indicati per applicazioni di misurazione di distanza, controllo di livello in serbatoi con materiali sciolti o liquidi, rilevamento di oggetti trasparenti su cui un fotoelettrico non funzionerebbe.
Sensori a effetto Hall e magnetici
I sensori a effetto Hall e i sensori magnetici si attivano in presenza di un campo magnetico generato da un magnete permanente associato all'oggetto da rilevare. L'oggetto rilevato deve quindi essere dotato di magnete: questo vincolo li rende specifici per applicazioni dove il magnete può essere integrato nel componente, come il rilevamento della posizione dello stelo nei cilindri pneumatici. I modelli a effetto Hall hanno velocità di commutazione molto elevate; i modelli a contatti reed sono più semplici ma con frequenza di commutazione inferiore.
Come scegliere il sensore di prossimità corretto: guida operativa prima dell'ordine
La selezione di un sensore prossimità non si riduce alla scelta della tecnologia. Chi ha già fatto questa selezione molte volte sa che esistono variabili specifiche da verificare prima di confermare l'ordine, e che saltarne anche una sola è la causa più frequente di incompatibilità e resi.
Criteri di verifica prima dell'acquisto
Identifica il materiale dell'oggetto da rilevare. Metallico ferroso o non ferroso, plastica, liquido, materiale in polvere, vetro trasparente: la risposta a questa domanda determina la tecnologia ammissibile. Un sensore induttivo è la scelta corretta solo su metalli. Per materiali non metallici occorre valutare capacitivo, fotoelettrico o ultrasuoni in funzione delle altre variabili.
Stabilisci la distanza di rilevamento necessaria. La portata nominale dichiarata dal costruttore è riferita a condizioni standard su un target specifico: nella pratica, la distanza di lavoro sicura si attesta generalmente all'80% della portata nominale. Verifica che il valore dichiarato sia riferito al materiale effettivo del tuo target, non a quello standard usato nei test del costruttore.
Valuta la velocità dell'applicazione. Per oggetti in rapido movimento o applicazioni di conteggio ad alta cadenza, la frequenza di commutazione del sensore deve essere coerente con la velocità del processo. I sensori induttivi eccellono in questo parametro; i capacitivi sono più lenti e vanno verificati su applicazioni dinamiche.
Controlla il tipo di uscita richiesta dall'impianto. Le uscite PNP e NPN sono le più comuni in ambito industriale e non sono intercambiabili senza intervenire sul cablaggio del quadro. Verifica quale logica usa l'ingresso del PLC o del modulo a cui il sensore deve collegarsi. Per applicazioni di misura di distanza, valuta modelli con uscita analogica 4-20 mA o 0-10 V.
Analizza le condizioni ambientali dell'installazione. Presenza di polvere, umidità, oli emulsionati, agenti chimici o temperature elevate condizionano la scelta del grado di protezione IP e del materiale del corpo. In ambienti con interferenze elettromagnetiche intense, i sensori fotoelettrici a infrarosso hanno maggiore immunità rispetto ai capacitivi.
Verifica il formato e le dimensioni di montaggio. I sensori cilindrici esistono in diametri standard M8, M12, M18, M30; i modelli a parallelepipedo hanno dimensioni diverse tra costruttori. Se si sostituisce un sensore su impianto esistente, controlla il diametro del foro o la sede di montaggio già presente prima di ordinare una variante con forma diversa.
Il team tecnico Elexonik supporta installatori e manutentori nella verifica di queste variabili: se hai la sigla del sensore da sostituire o le specifiche dell'impianto, contattaci prima di ordinare per confermare la variante corretta.
Errori frequenti nella selezione e sostituzione di sensori di prossimità
La maggior parte degli errori di selezione su questa famiglia di prodotti non deriva da scarsa competenza tecnica, ma da informazioni incomplete al momento dell'ordine o da semplificazioni che sembrano innocue ma non lo sono.
Il caso del sensore "equivalente" con uscita invertita
Un errore ricorrente riguarda la sostituzione di sensori su macchine esistenti. Il manutentore ordina il modello che visivamente sembra identico a quello guasto - stesse dimensioni, stessa sigla parziale - ma con la logica di uscita invertita: PNP al posto di NPN o viceversa. Il risultato è che il sensore arriva, viene montato, ma la macchina non si comporta come atteso perché l'ingresso del PLC interpreta il segnale in modo opposto. Questo tipo di errore si evita leggendo il codice completo del sensore da sostituire, non solo le prime cinque o sei cifre della sigla. Quando un cliente ci contatta per sostituire un sensore prossimità guasto, la prima cosa che il team Elexonik verifica è la sigla completa del modello esistente e, in particolare, i codici che identificano il tipo di uscita e la funzione di commutazione (normalmente aperto o normalmente chiuso).
Portata nominale sopravvalutata su target non standard
Un altro caso tipico riguarda la portata nominale degli induttivi. Il valore dichiarato a catalogo è misurato su un target in acciaio dolce con dimensioni standard definite dalla norma IEC 60947-5-2. Su materiali non ferrosi come alluminio, ottone o rame, la portata effettiva si riduce in modo significativo - in alcuni casi fino al 30-50% della portata nominale. Chi dimensiona l'installazione senza tener conto di questo fattore di riduzione si trova con un sensore che non commuta in modo affidabile sulla distanza di lavoro prevista.
Interferenze tra sensori adiacenti
Su linee con sensori induttivi montati in serie ravvicinata, l'interferenza mutua tra i campi elettromagnetici può causare commutazioni errate o instabilità del segnale. Questo fenomeno è noto e i costruttori forniscono tabelle con le distanze minime tra sensori dello stesso modello. Chi ignora questo parametro in fase di progetto si trova poi a dover ridisegnare il layout meccanico in fase di messa in servizio.
Applicazioni reali: dove vengono impiegati i sensori prossimità nell'industria
Rilevamento posizione su cilindri pneumatici e idraulici
Nei sistemi pneumatici, i sensori magnetici e a effetto Hall montati sulla guida del cilindro rilevano la posizione dello stelo attraverso il corpo del cilindro stesso, senza necessità di fori o contatto diretto. Questa configurazione è la scelta standard su macchine di assemblaggio, presse e sistemi di movimentazione dove lo spazio disponibile è ridotto e l'accesso diretto allo stelo non è praticabile.
Controllo di livello in serbatoi e silos
I sensori capacitivi montati sulla parete esterna di serbatoi in plastica o vetro rilevano il livello del materiale contenuto senza contatto con il prodotto. Questa configurazione è frequente in applicazioni alimentari e farmaceutiche, dove il contatto del sensore con il prodotto richiederebbe certificazioni specifiche. I sensori a ultrasuoni vengono invece impiegati per la misura continua del livello in serbatoi aperti, dove la portata elevata e l'indipendenza dal materiale rilevato sono vantaggi determinanti.
Conteggio e rilevamento su nastri trasportatori
Nelle linee di produzione manifatturiera, i sensori induttivi contano pezzi metallici in transito su nastro e rilevano la presenza di componenti in posizione corretta prima di un'operazione di assemblaggio o di un ciclo di saldatura. I sensori fotoelettrici coprono le stesse funzioni su materiali non metallici - imballaggi, componenti in plastica, bottiglie - con portate molto più elevate che permettono installazioni in posizioni difficilmente raggiungibili da un induttivo.
Macchine per la lavorazione del legno e materiali compositi
In questo settore, la presenza di polveri fini e residui di lavorazione richiede sensori con grado di protezione elevato (IP67 o superiore) e frontali resistenti all'abrasione. I sensori capacitivi rilevano il passaggio del pezzo in lavorazione; i fotoelettrici con emettitore infrarosso garantiscono immunità ai disturbi luminosi tipici degli ambienti con illuminazione artificiale intensa. BALLUFF dispone di gamme specifiche per ambienti gravosi con certificazioni IP69K, ordinabili con supporto tecnico per la verifica della compatibilità con l'impianto esistente.
Impianti con requisiti di sicurezza funzionale
In applicazioni dove il sensore fa parte di una catena di sicurezza - rilevamento posizione di protezioni, conferma stato di attuatori su celle robotizzate - occorre selezionare modelli con caratteristiche dichiarate di Performance Level (PL) secondo EN ISO 13849-1 o Safety Integrity Level (SIL) secondo IEC 62061. Non tutti i sensori di prossimità standard soddisfano questi requisiti: la selezione deve partire dal livello di sicurezza richiesto dall'analisi del rischio, non dalla disponibilità del modello più economico a catalogo.
Compatibilità, accessori e categorie correlate
I sensori di prossimità raramente operano come componenti isolati: fanno parte di un sistema che include l'infrastruttura di cablaggio, il modulo di ingresso del PLC e, in alcuni casi, amplificatori o moduli di sicurezza dedicati.
Per applicazioni con sensori per fibre ottiche, la fibra ottica separa il corpo del sensore dalla zona di rilevamento, consentendo installazioni in spazi molto ridotti o in ambienti con temperature elevate dove il corpo elettronico non potrebbe essere montato direttamente. I sensori di identificazione estendono il concetto di rilevamento senza contatto alla lettura di tag RFID per la tracciabilità di componenti e pallet lungo la linea.
Per le applicazioni che richiedono integrazione con sistemi di controllo logico, la categoria PLC, HMI e analisi dati completa l'ecosistema con controllori e moduli di ingresso compatibili. Il collegamento fisico tra sensore e quadro richiede cavi e connettori M8 o M12 coerenti con il tipo di connettore del sensore scelto: verifica sempre il tipo di connettore e la lunghezza del cavo necessaria prima di completare l'ordine.
Per applicazioni su cilindri pneumatici e sistemi di movimentazione lineare, i sensori di livello e i sensori e indicatori di flusso completano la gamma di rilevamento disponibile a catalogo per la misura di variabili di processo nel medesimo impianto.
Normativa e certificazioni: cosa verificare prima di installare un sensore di prossimità
I sensori di prossimità installati in impianti industriali devono rispettare requisiti normativi specifici che variano in funzione dell'applicazione. La norma IEC 60947-5-2 definisce i requisiti di prestazione e sicurezza per gli interruttori di prossimità a bassa tensione: il rispetto di questa norma è prerequisito per la marcatura CE e deve essere verificato sulla documentazione tecnica del prodotto prima dell'installazione.
Per applicazioni in zone con atmosfere potenzialmente esplosive, i sensori devono avere certificazione ATEX secondo la Direttiva 2014/34/UE: la zona ATEX di riferimento e il gruppo di gas o polvere determinano la categoria del sensore ammessa. Non è sufficiente scegliere un sensore generico con buon grado IP: la certificazione ATEX è un requisito distinto e obbligatorio.
Per applicazioni che richiedono funzioni di sicurezza, il Performance Level del sensore deve essere coerente con il PL richiesto dalla valutazione del rischio secondo EN ISO 13849-1. Il team tecnico Elexonik supporta i clienti nella verifica della conformità normativa degli strumenti selezionati rispetto ai requisiti specifici dell'applicazione. I brand disponibili a catalogo - tra cui Sick, Turck e Baumer - dispongono di gamme con certificazioni ATEX e SIL documentate, selezionati da Elexonik anche sulla base della disponibilità di documentazione tecnica aggiornata e del supporto del costruttore.
I brand disponibili per i sensori di prossimità industriali
- Omron - Gamma completa di sensori induttivi, capacitivi e fotoelettrici con elevata ripetibilità e immunità ai disturbi, ampiamente diffusi in ambito automotive e industria alimentare. I modelli della serie E2E e E2F sono tra i più richiesti per il rilevamento posizione su macchine a ciclo rapido, disponibili a catalogo con supporto tecnico pre-vendita per la verifica della variante corretta.
- Schneider Electric - Sensori di prossimità della gamma Osiprox con integrazione nativa nei sistemi Modicon e Harmony, indicati per impianti con infrastruttura di supervisione già presente. Ordinabili con supporto tecnico per la verifica della compatibilità con i moduli di ingresso PLC installati.
- Telemecanique Sensors - Gamma specializzata di interruttori di prossimità induttivi e capacitivi per applicazioni gravose nell'industria manifatturiera, con formato e dimensioni standardizzate per agevolare la sostituzione su macchine esistenti.
- Panasonic - Sensori fotoelettrici e a fibre ottiche con elevata stabilità di rilevamento in condizioni di luce ambientale variabile, disponibili con uscite analogiche per applicazioni di misura di distanza e con amplificatori digitali per la regolazione fine della sensibilità.
- Schmersal - Sensori di prossimità con funzioni di sicurezza certificate fino a PL e secondo EN ISO 13849-1, indicati per applicazioni di rilevamento stato protezioni e conferma posizione attuatori in celle robotizzate e isole di sicurezza.
Domande frequenti sull'acquisto di sensori di prossimità
Come si sceglie la tecnologia giusta tra sensore induttivo, capacitivo e fotoelettrico per la mia applicazione?
Il primo criterio è il materiale dell'oggetto da rilevare: se è metallico, un sensore induttivo è la scelta più diretta e affidabile. Se il materiale è non metallico - plastica, liquido, vetro, granulato - occorre valutare tra capacitivo e fotoelettrico in base alla distanza di rilevamento necessaria e alle condizioni ambientali. Il capacitivo rileva attraverso pareti di contenitori ed è ideale per il controllo livello, ma è più sensibile alle interferenze ambientali. Il fotoelettrico raggiunge distanze molto maggiori e rileva qualsiasi materiale che interrompa o rifletta il fascio, ma richiede condizioni di visibilità tra emettitore e ricevitore. Per oggetti trasparenti su cui il fotoelettrico non funziona, il sensore a ultrasuoni è l'alternativa più robusta. Se hai dubbi sulla tecnologia più adatta, il team Elexonik può aiutarti a selezionare il modello corretto prima di procedere all'ordine.
Cosa significa la portata nominale di un sensore di prossimità induttivo e come si usa in fase di installazione?
La portata nominale è la distanza di rilevamento misurata in condizioni standard su un target in acciaio dolce con dimensioni definite dalla norma IEC 60947-5-2. Nella pratica, la distanza di lavoro sicura si attesta generalmente all'80% della portata nominale, per garantire affidabilità contro variazioni di temperatura e tolleranze meccaniche. Su materiali non ferrosi come alluminio, ottone o rame, la portata effettiva si riduce in modo significativo rispetto al valore nominale: i costruttori forniscono fattori di riduzione specifici per ogni materiale, che è indispensabile consultare prima di dimensionare l'installazione. Ignorare questo fattore è uno degli errori più frequenti che porta a sensori che non commutano in modo affidabile sulla distanza di lavoro prevista.
Qual è la differenza tra uscita PNP e NPN in un sensore di prossimità e come si verifica quale serve?
In un sensore con uscita PNP (detto anche "source"), l'uscita porta tensione positiva quando commuta. In uno con uscita NPN (detto anche "sink"), l'uscita porta a comune (massa) quando commuta. La differenza determina come deve essere collegato l'ingresso del PLC o del modulo di controllo a cui il sensore è connesso. La verifica si fa consultando il manuale del modulo di ingresso del PLC: se accetta ingressi tipo "source", occorre un sensore PNP; se accetta ingressi tipo "sink", occorre un NPN. La sostituzione di un sensore con la logica di uscita invertita è uno degli errori di selezione più frequenti su macchine esistenti, perché la sigla parziale può sembrare identica tra le due varianti. Prima di ordinare un sensore prossimità sostitutivo, verifica sempre il codice completo del modello da sostituire, incluse le ultime cifre che identificano la logica di uscita.
È possibile trovare su Elexonik un sensore di prossimità fuori produzione o difficile da reperire e identificare un equivalente compatibile?
Sì, la gestione di componenti fuori produzione è tra i servizi che il team Elexonik offre concretamente su questa famiglia di prodotti. Quando un cliente ci contatta con la sigla di un sensore non più disponibile, verifichiamo la compatibilità dimensionale, il tipo di uscita, la portata nominale e le eventuali certificazioni richieste, confrontandole con le varianti equivalenti disponibili a catalogo. In molti casi esistono sostituti dimensionalmente compatibili con le stesse funzioni ma con sigla diversa o di costruttore diverso: il nostro team identifica la variante corretta e, se necessario, fornisce la documentazione tecnica aggiornata per la messa in servizio. Puoi contattarci dalla pagina contatti con la sigla del sensore da sostituire per una verifica prima di procedere all'ordine.
Supporto tecnico, assistenza e spedizioni per i sensori di prossimità
Chi lavora su impianti di automazione sa che un sensore prossimità guasto su una linea produttiva non può aspettare giorni di incertezza sulla compatibilità del ricambio. Elexonik supporta installatori, manutentori e uffici acquisti nella selezione del sensore corretto - verificando sigla, tipo di uscita, portata e grado di protezione prima di confermare la fornitura - e gestisce le spedizioni tramite corriere espresso in 3, 5 o 7 giorni lavorativi in base alla disponibilità del prodotto.
Per verificare la compatibilità di un sensore con l'impianto esistente, per identificare l'equivalente di un componente fuori produzione o per ricevere supporto tecnico sulla lettura di una sigla, puoi contattarci tramite la pagina contatti o scriverci direttamente su WhatsApp per una risposta rapida. Oltre alla fornitura di sensori nuovi, offriamo un servizio di riparazione e assistenza tecnica su componenti industriali, inclusi sistemi di rilevamento e misura: tutti i dettagli sono nella pagina dedicata a riparazioni e assistenza tecnica. Gli acquisti sono coperti da garanzia secondo le condizioni di vendita pubblicate sul sito. Per conoscere la nostra struttura e il modo in cui lavoriamo con installatori e manutentori, puoi visitare anche la pagina chi siamo.















